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Dedicato al mio hobby prediletto, ovvero il Cosplay!
Immaginate cosa può significare essere almeno per un giorno un personaggio della fantasia che amiamo e vivere un sogno ogni volta che lo si desidera, riscoprendo l'allegria e il divertimento di quando eravamo solo bambini!
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Il sito dedicato alla mia saga fantasy, venite a visitarlo e se adottate il banner linkate a: www.avelion.it
"La Figlia dell'Acqua" e il "Figlio del Fuoco" vi aspettano ad Avelion!
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A Lucca Comics arriverà la perfida strega Lamia dal film "Stardust"!
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*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Le lancette girano, scorrono e corrono.
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Dieci giorni ancora ed esisterò da 25 anni, un quarto di secolo.
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Un traguardo dell'esistenza si avvicina e come ogni traguardo richiede una celebrazione.
Non sto pennsando a feste o regali particolari, nè a prendere la prima sbronza della mia vita o altro... sto pensando a qualcosa che non ho mai avuto fino infondo il coraggio di fare, e che è ora che faccia.
Il Caso non esiste, tutto accade per un motivo.
E' ciò in cui io credo, quello che spiega ogni aspetto della mia vita.
A volte me ne dimentico, a volte accuso il colpo sentendomi in qualche modo gabbata, ma alla fine, per quanto sia dura riesco a cambiare prospettiva e vedere il senso delle cose che mi succedono.
Come frecce che segnano un percorso di cui non vedo la fine, piccoli lampioni che illuminano un breve tratto che mi porterà a compiere la strada dell'esistenza.
L'ultima è stata l'improvvisa e assurda perdita di colei che credevo la mia migliore amica.
Ho cancellato due post, due post in cui mi sfogavo e liberavo il dolore e lo sbigottimento per la vicenda.
Li ho cancellati perchè suscitavano polemiche, discussioni problematiche e troppo soggettive...
In realtà li ho cancellati perchè il 'Giudizio Comune' li trovava discutibili, e mi sono piegata.
Perchè?
Non ho infranto nessuna delle policy di questo spazio che ho in concessione, per cui avrei potuto semplicemente tirare dritto, ma non ce l'ho fatta...
Non ce l'ho mai fatta.
Chi conosce davvero la solitudine più nera, chi passa anni a piangere perchè viene scansato, ghettizzato, perfino deriso o maltrattato senza motivo se non l'umana cattiveria che così spesso si manifesta nell'adolescenza, sa quanto vale il sorriso e l'approvazione di qualcuno... la sua amicizia, anche.
Ma per quanto quello che non uccide fortifichi, lascia una traccia dentro, una ferita rimarginata che, però, in qualche giornataccia torna a far male.
La mia ferita è sempre stata la paura del rifiuto e il bisogno di approvazione.
Sebbene mi sottoponga ad esami di coscienzaa personali e di chi mi guida come un genitore, permane in me, come un eco, la certezza che infondo infondo io abbia davvero qualcosa di sbagliato.
Qualcosa che fa sì che mi meriti di essere allontanata ed emarginata.
Per sconfessare una simile paura la mia reazione è fare il 200% in tutto, faccio e do così tanto a chi mi sta intorno per 'premiarlo' dell'onore che mi fa standomi accanto nonostante ne sia indegna, ma anche così alla fine.... vengo comunque abbandonata.
Il mio entusiasmo diventa... mania di protagonismo.
La mia preoccupazione per l'organizzazione... diventa bisogno di comandare.
I miei regali e agevolazioni di altro genere.... diventano un modo che uso per obbligare gli altri a far quel che voglio facendoli sentire in debito.
I miei bisogni di persona disabile.... diventano scuse che utilizzo per azzerbinare o evitare di comportarmi bene.
E' ciò che pochi dicono e molti pensano.
E quando questo succede, e succede spesso, la voglia che ho di essermi comportata davvero male, almeno per meritarmi una simile fama, diventa quasi insopprimibile.
Poi mi guardo intorno e vedo che chi ho ancora vicino sono coloro che ho sottovaluitato, quelli che non ho voluto proteggere, quelli per cui non avevo il tempo di fare la splendida, quelli con cui ho discusso o litiigato, quelli che si sono sorbiti i miei attacchi di depressione, il mio umore altalenante... quelli che, infondo, hanno visto tutti i miei lati fallibili, discutibili e umani.
Quelli che hanno avuto davanti sempre e solo la vera me.
E qui mi accorgo dell'errore che ho commesso fino ad ora.
Non si conquista l'amore o l'amicizia con premure, preoccupazioni, doni o quant'altro... perchè quando diminuiscono o cambiano chi hai abituato così e ti stava vicino per ciò che otteneva, perchè stava comodo, inevitabilmente se ne andrà e leggerà in negativo ogni tua azione perchè... è più facile così.
Non si può pensare di scrivere qualcosa, qualunque cosa, dal mio romanzo a questo blog, illudendosi che a tutti piacerà e saranno d'accordo con te.
Ma non si può nemmeno censurare se stessi nell'unico momento di verità e libertà che ci si concede (e in questo blog si esprime la vera me con tutti i suoi pregi e soprattutto difetti), per tentare di rimanere benvoluti.
L'amore o l'amicizia non si comprano, non si convincono e nemmeno si seducono.
Si trovano.
E quando accade per quanto brutta, antipatica, irritante o sbagliata tu sia, un amico o un innamorato rimane lì.
Conosce il tuo brutto, magari si scorna con te, ti urla contro, ma è proprio questo ad unire.
La genuinità e la verità di un rapporto meravigliosamente imperfetto.
Un quarto di secolo per capire questo... capire che lo sbaglio mio è quello di tentare di conquistare ciò che si può solo trovare.
Tentare di apparire quando dovrei solo essere.
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
E' ora di crescere.
E' ora di superare le ferite e le paure.
E' ora che capisca che se ho voglia di scrivere che il mondo mi fa schifo, che ritengo stronza una tal persona, e il tal comportamento vigliacco, come di dire che mi piace il sushi più della pizza, e detesto il rosa, non c'è niente di male.
Se rispetto le leggi, regole, policy ecc. del luogo che uso per veicolare le mie idee, posso farlo, anche se saranno dibattute, mal giudicate o fraintese.
Non per questo devo cancellarle e censurarle, ma solo avere la coerenza e il coraggio di mostrarmi per ciò che sono e passare oltre.
Chi mi è amico lo sarà, chi non lo è non lo diventerà.
Chi vuol parlare parlerà, e chi ama criticare criticherà.
Ma io conquisterò qualcosa che non ho mai avuto....
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Imparerò ad essere me stessa, fallibile e terribilmente umana, ma per questo...
Libera come mai prima!
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Con 25 anni alla porta così è se vi pare!
E se non vi pare... fa proprio lo stesso!
Lo chiarirò una volta per tutte, perchè non ci siano più dubbi e fraintendimenti a riguardo, anche se spiegare come si intende e si usa uno spazio personale è assolutamente fuori luogo.
Sarebbe come dire che chi fa un sito sul suo hobby di computer grafica con spunti e gif per il pubblico, lo usa meglio di chi decide di pubblicarci le foto delle gite in famiglia con tanto di discalia.
E' qualcosa di personale e rispettando la Policy che si sottoscrive al momento della registrazione, alla fine uno è libero di parlare di quel che vuole: del tempo, delle sue razze di cani preferiti, dei grandi eventi di cronaca o semplicemente di sentimenti.
Io ho scelto quest'ultima via anche se è la più controversa e non condivisa, parlo di ciò che provo e sento.
Sbaglio?
Molto probabile, l'errore sta insito nella natura umana.
Ma non potete dirmi di non farlo.
Potete non condividerlo, potete leggere quel che scrivo, commentare e sgridarmi perchè vi ci immedesimate, potete semplicemente passare oltre e ignorarmi.
Il mio blog è come un autobiografia in tempo reale, parlo di quel che mi succede, di ciò che provo e penso, ma senza mai fare nomi o rendere riconosci le persone di cui parlo, se non a loro stesse e a coloro che meglio conoscono i fatti esposti.
Nè più nè meno che in un'autobiografia.
Tutto il caos che nasce dai miei post, soprattutto gli ultimi, nasce nei 'Commenti' e qui ha ragione colui che si firma come P. se do del 'deficiente' in piazza si girano in 20, 10 perchè lo sono, e 10 perchè vogliono vedere con chi ce l'ho.
Liberissimi, quando scrivo qualcosa di personale, dico sempre di sapere e aver ben pensato alle conseguenze, perchè quando si esprime una propria opinione si deve essere pronti a non essere condivisi, ma spesso fraintesi o bersagliati anche perchè, giustamente, non racconto che la 'punta dell'iceberg'.
Il problema, però, è che io arrivo ai miei post 'personali' solo quando le vie convenzionali vengono meno: quando di punto in bianco manca il rapporto fisico o anche solo telefonico.
Uso il blog per 'liberarmi il cuore e la testa' da pesi che li opprimono, perchè solo vedendoli scritti là dove tutti li leggono e li bersagliano alla fine li estirpo ed estranio da me stessa una volta per tutte.
E, soprattutto, perchè so che chi non mi contatta più per qualche strana ragione continua comunque a leggere il mio blog.
L'effetto è lo stesso di 'C'è Posta per te', io lancio un messaggio che il web porta come un postino, ma a differenza del lacrimevole programma l'interessato ha varie opzioni: rispondere, non rispondere, o rispondermi, come spesso mi auguro soprattutto quando mi riferisco a persone a cui tengo, magari per mail o per telefono.
Ciò che è stato fatto negli ultimi giorni non mi piace e non lo approvo.
Non approvo chi mi 'redarguisce' firmandosi anonimamente perchè vuol dire lanciare il sasso e ritirare la mano, perchè è chiaro che l'anonimo mi conosce personalmente, ma di persona non vuole esporsi ( e dico fuori dal blog, usando i 'canali' giusti).
Non approvo la mia migliore amica che lei sì, invece di scegliere la via del chiarimento inter-nos facendo si che il mio rimanesse un post di sfogo anonimo e non riconducibile ad un caso specifico per nessuno che non fosse direttamente coinvolto, ha preferito rispondermi nei commenti tirando fuori cose che poi per telefono non ha nemmeno saputo ripetermi.
Non approvo neanche mia madre che sapendo come stanno le cose tra noi usa i commenti nel mio blog per dare opinioni su cose di cui, nella vita reale, sa veramente poco, per quanto buone siano le sue intenzioni.
E infine non approvo nemmeno il signor P. che da buoni consigli e mi parla come se mi conoscesse, ma di cui ignoro l'identità, perchè nemmeno lui ha mai voluto svelarmi per mail o personalmente chi fosse... visto che sembra conoscermi.
Io ho i miei difetti e voi i vostri.
Io rispetto ogni critica e commmento oggettivo da chiunque venga, ma quelli 'soggettivi' consiglio di tenerli per se o di destinarli a più privati metodi di risposta.
Se non condividete ciò che scrivo ditelo, ma non fate per primi nomi che io non ho mai fatto, tacciandomi poi di mettere alla gogna qualcuno, perchè io 'mi riferisco a fatti e persone realmente esistenti', ma da brava scrittrice, come in una biografia, non intendo dirvi chi sono, solo riflettere con voi sui sentimenti che mi suscitano.
Provateci anche voi, e vedrete che si può usare un blog per parlarer di se stessi, svelandosi e ricevendo in cambio anche utili consigli.
E per tutti coloro che si riconoscono citati nei miei post.... sapete come contattarmi e se mi chiederete di oscurare un post che vi infastidisce lo farò, o addurrò pubbliche scuse se sono in errore, come già ho fatto alcune volte in passato.
Ma non fatemi passare da cattiva, quando siete voi ad approfittare della gogna.
Io sopporto le conseguenze dei miei post perchè li pondero bene prima di scriverli e so cosa potrebbero suscitare, ma voi fate altrettanto nel rispondere?
Alla fine questo è e rimane un blog personale, inteso con il significato di un blog che parla di una determinata perrsona e di quello che le succede, per questo è nato e per questo continuerà ad esistere.
E ora, visto che i commenti dei due post precedenti sono andati ben oltre le intenzioni, cancellerò entrambi.
Prego vivamente chi voglia commentare il seguente post e quelli a venire di non fare nomi che io non faccio, attenendosi alla mia stessa linea di condotta: potete parlare di chiunque e qualunque cosa ma senza scendere troppo nello specifico e nel riconoscibile... per 'confermare i vostri sospetti' o commentare al riguardo facendo nomi e date esistono mail e telefonate.
Qui si parla di una vita....
Una biografia on-line in tempo reale...
E come tale riconoscibile, ma mai fino in fondo.
Questo è il mio blog, e come per ogni libro, nessuno vi obbliga a sceglierlo, leggerlo o commentarlo.
E' sullo scaffale insieme a centinaia d'altri, tutto il resto lo scegliete voi!
Nella mia strana esistenza molto è successo.
Sto per compiere 25 anni e a pochi mesi da questo traguardo che segna un primo quarto di vita trascorsa, scorgo la fine di molte delle cose che negli ultimi 5 anni sono stati tutto il mio mondo.
E' strano come la mia esistenza sia divisa in cicli totalmente differenti e slegati tra loro, come se in un'unica vita ne vivessi molte differenti.
L'infanzia spensierata, i miei 3 anni all'inferno, poi le scuole medie e le superiori, e ad ogni cambio di studi (di scuole superiori ne ho passate 3) un taglio netto con il passato, amici e rituali che facevano parte della mia quotidianità scompaiono di botto, sciogliendosi come neve al sole per lasciare posto ad altri.
Poi la malattia: 3 anni di vita virtuale in cui le amiche e amici dalla vita che facevo nella mia città spariscono, lasciandomi solo con 2 nuove ragazze che dietro allo schermo di un computer riempiono le mie giornate grige.
Quindi la scoperta del cosplay, un nuovo mondo, uina nuova realtà, una dimensione piena di persone e cose da fare... sembra meraviglioso e lo è.
Lo è stato per 5 anni, ma ora tutti sta finendo.
Gli amici si allontano, crescono, ci sono sempre meno occasioni di stare insieme... altri semplicementre se ne vanno senza una parola o una spiegazione.
L'ho visto accadere per tutta la mia vita... 'amicizia a timer' dice mia nonna, 'esistenza a timer' dico io. Come i capitoli di un romanzo si susseguono senza mai toccarsi.
Ciò che era la mia 'età dell'innocenza' è finita e potrei anche risalire se non al giorno al periodo in cui il nuovo capitolo si è innestato sul vecchio portandolo a morire. Quando a novembre 2007 ho cominciato a scrivere il mio primo libro, anche se non portavo via tempo a niente ed ero sempre la stessa, presente come sempre, gli altri... tutto è cambiato.
So che questa evoluzione è il prezzo che pago per aver intrapreso un nuovo periodo della mia esistenza, ma non riesco a non chiedermi perchè nella mia strana vita quando salto da un capitolo all'altro il destino decida che ciò che c'era prima deve abbandonarmi.
E' come morire e rinascere ogni volta.
Si riparte da zero, devo farmi nuovi amici, trovare nuovi equilibri e rituali, imparare cose nuove e vivere questa esistenza sapendo già che tra 5 o forse 10 anni sarò di nuovo qui... a contemplare ciò che finisce sapendo che l'unico punto fermo della mia esistenza rimango io, con la mia testardaggine e la forza o forse solo la cocciutaggine di andare sempre avanti nonostante tutto.
Però, nonostante questo, non riesco a volte a non sentirmi tragicamente sbagliata.
Perchè se a tutti piacerebbe avere una 'nuova occasione' per fare cose diverse, quando tutta la tua vita è un susseguirsi di 'nuove occasioni' in cui non un volto amico o un affetto ti seguiranno, lee occasioni si trasformano in un peso enorme da sopportare.
Una libertà che forse nessuno dovrebbe avere perchè ha il sapore amaro della solitudine.
Dopo il mio ultimo post che ha suscitato notevole interesse e anche qualche polemica sento il bisogno di cambiare decisamente argomento quindi: farò una dichiarazione d'amore!
No, non ho qualche tresca segreta e nemmeno ho deciso di dichiarare i miei sentimenti impossibili per qualche bello del cinema o simili, voglio solo esternare ciò che provo per la mia città: Parma.
Dopotutto se nel mondo fantasy che ho creato la mia eroina vive nel Ducato di Pharmes (e Parma faceva parte con Piacenza e Guastalla del Ducato retto da Maria Luigia nell'800) è perchè non avrei saputo immaginare altro luogo dove far prendere vita a colei che è anche un po' me stessa.
L'amore per la mia città, o meglio la ccuriosità che via via si è trasformata in affetto e rispetto, è nato quando ero alle elementari per merito di una maestra fantastica che, purtroppo, è scomparsa da alcuni anni.
Era una signora d'altri tempi, di rara eleganza e grande severità, e soprattutto amava Parma tanto da convincersi che per noi bambini fosse utile imparare la storia, la cultura e finanche il dialetto dei nostri luoghi.
Ancora adesso grazie a lei, sebbene di dialetto sappia davvero poco, posso dirvi alla perfezione le parole latine che campeggiano sullo stenna della città: 'Ostis turbetur quia Parmam Virgo tuetur' ( = 'Che i nemici siano turbati, perchè la Vergine protegge Parma'), oppure recitarvi qualche verso di una dolcissima poesia dialettale dedicata alla violetta, fiore simbolo di Parma, o anche spiegarvi della sua origine come Terramare o delle sue radici celtiche.
So perfettamente ancora oggi quali vie corrispondano al Cardo e al Decumano della sua pianta romana, dove fosse il teatro, o perchè nel medioevo si sia optato per 2 centri di potere, la piazza comunale che ricalca il foro romano, e quella arci-nota dove sorgono Duomo e Battistero, i suoi simboli religiosi.
Così come posso dirvi che Parma è il nome di un particolare scudo usato dagli antichi romani, che ha dato il nome alla città perchè ne ricordava la forma.
Potrei parlarvi dei Farnese, del Palazzo della Pilotta che si chiama così perchè anticamente era riservato al gioco spagnolo della 'Pelota', di Maria Luigia e di tutte le migliorie e gli abbellimenti che ha portato alla città.
Oppure potrei farvi assaggiare i nostri piatti tipici e qualcosa che perfino molti giovani parmigiani non conoscono e non hanno mai assaggiato, ovvero le 'violette candite'.
Ma già così mi rendo conto di essermi dilungata oltre modo.
Sì, conosco molto della mia città, ma non è la sua storia, la sua architettura o il buon cibo a rendermela così cara, ma qualcosa di più particolare e unico: Parma è la città che mi sostiene.
Io sono l'unica malata di Atassia di Friedreich della provincia e l'unica ventiquatrenne che giri da anni appoggiata ad un bastone, il che basta e avanza per rendermi una sorta di fenomeno da circo ogni volta che esco.
Vedo ragazzi e ragazze sgranare gli occhi voltandosi a guardarmi, signore squadrarmi da capo a piedi come se fossi uscita in topless o peggio, e nugoli di persone venirmi addosso prendendomi a spallate perchè sul marciapiede, dovendo stare sottobraccio a mia nonna, occupo troppo spazio... e questo è il brutto.
Ma ci sono anche cose belle che sono quella rete di persone uniche e speciali che hanno imparato a conoscermi e insieme creano il 'mio mondo': i tassisti che ormai mi conoscono perfettamente e sanno dove riportarmi a casa senza che nemmeno lo dica, un nugolo di negozianti e baristi con cui si scambia sempre una parola da amici e spesso si interessano al mio 'lavoro' di scrittrice o si complimentano incuriositi dai miei bastoni multicolore, che decoro da sola. E così anche gestori, cuochi e camerieri del ristorante giapponese che adoro e che, per via della frequenza con cui ci vado, mi trattano come fossi di famiglia tanto che conosco tutti per nome, per non parlare poi della mitica trattoria 'Scarica' i cui gestori e camerieri si sorprendono quando mi vedono arrivare con meno di 20 persone al seguito (di solito lì organizzo le cene da 30 a 50 persone post festa cosplay).
Qui organizzo da 5 anni il Cos-Party, una festa cosplay che esiste solo grazie alla disponibilità del proprietario del pub che ci ospita gratuitamente.
Qui ho pubblicato il mio libro e lo sto distribuendo grazie alla disponibilità di librerie che mi accettano anche se sono in autoproduzione.
Qui trovo tutti gli scenari ideali per i miei servizi fotografici cosplay: per esempio i custodi della Reggia di Colorno si divertono quando vedono una Lady Oscar che passeggia per il parco!
Ma, soprattutto, qui è dove da un po' a questa parte quando mi capita di cadere per strada, anche se non mi faccio nulla e ho sempre mia nonna accanto, arriva sempre qualcuno in un baleno che mi offre il suo aiuto e si sincera delle mie condizioni.
Qui è dove piano piano una ragazza come me, che dovrebbe essere limitata e, nei casi peggiori, perfino emarginata, diventa nota e ben accettta capitando perfino sul giornale!
Parma è dove mi sento a casa, è la mia famiglia... e come qualunque persona a cui si tiene è capace di rendermi felice o farmi infuriare come nessuna, per tutti i suoi pregi così come per i suoi brutti difetti.
Parma è, semplicemente, il luogo che amo perchè ha saputo ritagliare un posticino tutto per me!
Parma è la città che mi sostiene!
Quando la mia più grande paura si è trasformata nel mio più grande bisogno?
Probabilmente non è esattamente questo, io temo la solitudine che coincide con l'abbandono e l'essere privata di ogni viso amichevole o familiare, ma desidero e ho bisogno ogni giorno della solitudine che mi serve per lasciare che i miei pensieri fluiscano e mi trasmettano emozioni senza essere assordata dal mondo esterno.
Sia chiaro apprezzo la buona compagnia e mi piace stare con gli amici, ma al ritorno da 2 o 3 giorni trascorsi tra chiacchiere senza posa e tante risate torno spossata e non desidero altro che rinchiudermi nella mia stanza sola, con solo le note di una musica celtica a cullarmi.
La verità è che mi rendo conto via via che il tempo passa che trovo sempre più faticoso 'parlare'... detesto parlare veramente, almeno in egual misura di quanto ami scrivere.
Forse è difficile da capire, ma spesso mi ritrovo a spronare altri a raccontare al mio posto di qualche trasferta o avventura comune.
Sarà che detesto la mia voce.
Sarà che avendo amici lontani mi ritrovo a dover parlare e parlare al telefono o di persona, per 'riassumere' ciò che non si vive insieme.
Sarà che infondo rimango sempre la Regina dei Ghiacci che adora la neve anche per il silenzio con cui ammanta il mondo.
Ma rimane il fatto che per me la parola espressa a voce rimane una sgradevole forzatura.
Preferisco di gran lunga ascoltare, è qualcosa che adoro.
Oppure osservare.
O anche condividere piccoli gesti.
Ma parlare... le mie parole sono quelle che scrivo e che mi danno modo di comunicare senza fare rumore ma esprimendo ben più di quanto mai saprei fare a voce.
Sarò strana, ma sono fatta così.
Mi nutro di silenzio e solitudine per lasciar cantare la mia anima.
Per molti è stato l'anno orribilis per eccellezza, in realtà è stato un anno di eccessi sia in negativo che in positivo.
Parlando per me, per ogni lacrima che ho versato, un sorriso è tornato,
per ogni delusione, un desiderio si è avverato,
e soprattutto ho trovato in me stessa volontà sufficiente per realizzare i miei progetti.
Il 2008 mi lascia un grande regalo: la mia crescita.
A 24 anni suonati, finalmente ho instradato la mia vita sul percorso che volevo: lavoro, sono una scrittrice anche se ancora non sotto contratto, ma comunque ho pubblicato il mio primo libro che sto promuovendo e vendendo con l'aiuto di diversi amici, e lavorando alla stesura del seguito; come hobby organizzo eventi, come le due 'Notti delle Fate' quest'estate e il classico 'Cos-Party', e continuo a dilettarmi nel cosplay.
Ma per il 2009 i miei progetti sono sempre più rivolti al lavoro e alla mia realizzazione personale che a 'giochini senza sbocco' che ormai cominciano ad annoiarmi.
E, soprattutto, cambiarà il mio rapporto con la maggior parte delle persone che mi stanno intorno... è ora di crescere, per tutti.
Il mio desiderio per l'anno nuovo sarà dare man forte a una persona speciale che ammiro molto e che con il suo personale cammino di vita si batte giorno per giorno contro il pregiudizio della gente, questa persona splendida vuole aiutarmi nella promozione del mio libro, che pur essendo un fantasy, parla in toni fantastici e se volete 'leggeri' di un argomento che mi sta molto a cuore: la 'diversità'.
Ebbene voglio seguire il mio libro e soprattutto cominciare a lavorare seriamente perchè la 'diversità' non sia più ignorata o peggio bloccata da inutili pregiudizi.
Ancora non so esattamente cosa farò, di sicuro non politica perchè non ne so a sufficienza e sono troppo giovane per impegolarmi in questioni più grandi di me, ma mi informerò su come mettere la mia persona al servizio della comunità 'disabile' di cui sono una fiera esponente e comunque di tutti coloro che per vari motivi vengono considerati diversi, emarginati o discriminati in qualunque modo.
Vengo considerata un 'carrarmato' e lo sono davvero, ma la mia forza e la mia volontà è ora che le metta al servizio di qualcosa di più che risolvere i problemi di reperimento stoffe, oggettistica o prenotazione alberghi per i miei amici.
A questo è servito il mio 2008, a farmi rendere conto di quanto stretta stessi nella mia 'vecchia pelle' di ragazzina che pensa solo a divertirsi.
Ora che la mia vita è più completa di quanto potessi desiderare, voglio realizzare qualcosa di davvero grande ed importante e mettere tutte le mie capacità al servizio di chi ne avrà bisogno.
Perchè dopo che ho sentito la Chiesa tirarsi indietro sui diritti dei disabili oltre che degli omosessuali, ho capito che questo mondo sta prendendo davvero una brutta piega, e nel mio piccolo comincerò a dare spallate su spallate perchè si raddrizzi almeno un po'.
Un'amica un giorno mi ha detto: "Se tutte le persone fossero come te il mondo sarebbe migliore" non so se abbia davvero ragione, ma tentare non costa nulla, no?
Per cui grazie 2008 per tutto quello che di bello e anche di brutto mi hai portato, perchè in questi 12 mesi e con tutto quello che ho vissuto sono arrivata dove sono ora, con la voglia, come mai prima, di riscoprire la guerriera che c'è in me, e la convinzione che nel 2009 riuscirò a fare molto di più di quello che anche solo riesco ad immaginare!
Scoprirsi totalmente diversi da come si è sempre pensato di essere, può essere difficile da ammettere, soprattutto quando si ritiene che mostrare il proprio lato più 'dolce', ci renda in qualche modo più deboli... vulnerabili.
In realtà se ci si sente così è solo perchè sono le persone intorno a noi a riflettere e ingigantire ogni nostra paura o tensione.
Esiste per ognuno di noi, o almeno me lo auguro, una persona unica e insostituibile, con cui d'improvviso ci si accorge di riuscire a sentire semplicemente il rumore del silenzio.
Io posso essere definita in molti modi: impaziente, agitata, perfino stressata... sempre e comunque perennemente indaffarata e 'presa' in qualche progetto, e ammetto candidamente di esserlo davvero.
Mai avrei pensato di riuscire a scoprire e soprattutto a provare quella che da molti viene definita la 'pace perfetta'... un momento in cui il mondo e tutti i suoi affanni sono semplicemente usciti dalla mia testa, il tempo che scorreva non mi preoccupava e nulla era più importante di essere lì e restarci fino all'ultimo.
Per la prima volta ho scoperto di saper essere calma e rilassata anche io, e di apprezzare quel silenzio che vale più di qualunque parola perchè per la prima volta...
sto vivendo davvero, assaporando ogni istante,
non sopravvivendo, come ho sempre fatto finora, barcamenandomi tra un progetto e l'altro solo per riuscire a sfinirmi abbastanza da non chiedermi cosa avevo nel cuore che sapevo stritolato in una morsa di ghiaccio.
Qualcuno mi ha provato che anche la regina delle nevi può imparare a 'sciogliersi' e a lasciar scorrere le proprie emozioni.
A volte rimango perplessa da come la gente reagisce al mio modo di essere e di agire e non posso che fermarmi a riflettere su cosa di me li lasci tanto sbigottiti.
Sono arrivata a capire, anche grazie a spiegazioni di vari amici, che è la mia determinazione, la mia volontà estrema a lasciare stupefatti... e francamente se da una parte mi fa quasi ridere, dall'altra davvero non riesco a compredere cosa ci sia di tanto speciale nel mio modo di essere.
Ripensate al passato, ai miti, alle leggende, agli eroi di racconti e saghe varie...
Pensate per esempio alle Valkyrie o alle Amazzoni, o a figure storiche come Cleopatra ed Elisabetta I d'Inghilterra, alle eroine di film, fumetti e libri di ogni tempo e genere... così come ai grandi conquistatori maschi, a popoli che facevano di forza e fierezza il loro baluardo, come Spartani o Vichingi..
Il mondo intero e così ogni sua più piccola scoperta o conquista sono stati fatti dalla determinazione, interi popoli hanno fatto la storia e creato le sue leggende e gli eroi, fino alle persone più comuni e straordinarie che singolarmente hanno fatto scoperte, conquiste o anche solo hanno condiviso un briciolo del loro talento con tutti noi.
Credete forse che Mozart avrebbe composto quanto ha composto in soli 35 anni di vita senza un minimo di volontà e determinazione?
Che Tolkien abbia creato l'intera 'Terra di Mezzo' così per caso?
Che tutte le scoperte grandi e piccole, dalla creazione della lampadina a quella del cellulare, siano arrivate così veleggiando in aria?
La volontà e la determinazione sono il motore dell'essere umano e se non mi credete o pensate che abbia 'mirato troppo in alto' con questi grandi esempi rispondete a questa domanda: cos'è quella forza che vi spinge ad arrivare in fondo a tutti gli esami scolastici? a fare carriera? o anche solo a trovare la persona amata e mettere su famiglia?
Ognuno di noi è fornito di una buona dose di volontà e determinazione, anche se è il primo a non crederci.
L'unica differenza tra i 'Grandi' che ho citato e qualunque di noi, è che i loro obiettivi esulavano dalla sfera immediatamente personale ed egoistica e raggiungevano confini più ampi.
Semplicemente esistono persone la cui volontà e determinazione è talmente evidente da essere immediatamene riconoscibile quasi fosse un accessorio vistoso, e pare che io appartenga a questa categoria.
Ne sono lieta, ma perchè stupirsi e rimanere a bocca aperta?
Io non faccio più di quello che potrebbe fare chiunque altro: mi prefisso degli obbiettivi e trovo il modo per raggiungerli.
Ma che differenza c'è tra me che pubblico un libro a mio spese e me lo vado personalmente a promuovere e vendere, e un ragazzo che si laurea, o uno che in ditta viene promosso?
Tutti lavoriamo per qualcosa e lo ottienamo.
Volete davvero dirmi che è perchè barcollo e cammino appoggiata ad un bastone che vi sembra tanto straordinario quello che faccio?
Allora permettetemi di farmi una domanda: se d'improvviso vi rendeste conto che l'unica cosa che vi è rimasta la possibilità di poter controllare sono i progetti che potete realizzare da soli, a vostre spese e a breve scadenza... perchè il vostro corpo, la vostra salute e il vostro futuro sono solo un nebuloso ammasso di fumo che non vi appartiene più e non potrete in alcun modo comandare o controllare... che fareste?
Non diventereste semplicemente... me?
Quella che giorno per giorno trova qualcosa di molto materiale e concreto da poter realizzare con l'unica forza che possiede... la sua volontà e determinazione?
Giusto per recuperare così quel minimo di controllo sulla propria esistenza a cui ogni persona ha diritto e troppo spesso chi ha forze, salute e perfino soldi per 'conquistarsi il mondo' si lascia sfuggire?
E' davvero così incredibile e strano ciò che faccio?
E se sì, non vi pare che sia un'allarmante realtà che la gente 'normale' rimanga stupefatta dalle piccole cose che realizza una ragazza disabile arrivando magari ad invidiarla o, addirittura, a sentirsi in qualche modo inferiore?
La mia adorata Oscar dubito si offenderà se la prenderò ad esempio per un post che da un po' mi frullava in testa, ma che ho sempre rimandato a fare perchè mi chiedevo o meno se fosse adatto ad un blog e alla fine la risposta è stata scontata: 
- Ci sono blog in cui gente racconta delle proprie esperienze sessuali così come dei propri problemi ginecologici.
- Ci sono telefilm,libri, e perfino spettacoli teatrali che hanno sdoganato il 'sesso' facendolo abbassare a normale argomento di conversazione.
- Ci sono test in internet in cui i ragazzi confrontano le 'proprie esperienze' e ne parlano liberamente tra loro in chat e forum.
Allora perchè io devo pormi il problema se sia o meno lecito il parlare del 'NON farlo'?
E' buffo, ma se ci pensate un attimo non potrete che darmi ragione sono sicura che a tutti voi sia capitato di parlarne, leggerne, scriverne o anche solo ascoltarne... ma quando vi è capitato di parlare di quell'incredibile tabù che sembra essere diventata la 'Verginità'?
Beninteso, non sto parlando dei soliti argomenti 'la verginità come valore' o 'la verginità come dogma/voto di qualsivoglia religione', ma semplicemente del far parte di quella schiera di giovani ragazze e ragazzi che passata la ventina non hanno esperienza in materia semplicemente perchè ancora la questione non si è presentata nella loro vita.
Come Oscar appunto.
Lei è rimasta vergine fino a 34 anni, e non perchè 'stesse sulle sue', fosse brutta o avesse 'tendenze diverse' (come ironicamente una certa band conosciuta afferma in una canzone), ma semplicemente perchè la sua vita non comprendeva quella parte... era su altri binari.
Chi ha visto il cartone sa bene che la mancanza del 'lato sessuale' non era certo mancanza di relazioni: Oscar amava, soffriva, instaurava amicizie e complicità... ma facendo vertere tutto sul sentimento e non sul corpo.
Io ora mi chiedo: c'è forse qualcosa di male?
Rende meno uomini o meno donne l'essere 'sessualmente non pervenuti' quando però si hanno per contrapposto splendidi legami di amicizia e sentimentali di ogni tipo?
E, soprattutto, perchè devo sentirmi 'strana' o 'in dubbio' io ad ammettere candidamente che sono vergine quando chi non lo è lo fa essere un normale argomento di conversazione?
Perchè c'è questa sotteranea 'vergogna' dell'essere casti, quasi fosse una malattia, mentre la normalità diventa il non esserlo e anzi più si è spregiudicati e meglio è?
Non dovrebbe esserci se non l'antico ritorno al 'valgono più i sentimenti del fisico' quantomeno una parità psicologica e di parola tra il 'non' e il 'farlo'?
E adesso dite la vostra.
Perchè sì, sono una vergine di 24 anni che ha dato il suo ultimo bacio 10 anni fa, e non se ne vergogna, visto che, se Oscar ha aspettato i 34 anni per stare con il suo Andrè, vuol dire che sono ancora in buona compagnia! ^_-
Dire che sono arrabbiata sarebbe riduttivo, sono furiosa, ma non con qualcuno o qualcosa... solo ed esclusivamente con me stessa!
Per quanto mi sembri di andare avanti, di raggiungere obbiettivi su obbiettivi, di far avverare i miei sogni e maturare come persona... di fondo non cambio mai!
Sotto sotto sono ancora la ragazzina di 10 anni fa, talmente sola e sperduta da essere grata per ogni 'briciola di attenzione' ricevuta anche se per puro interesse, e senza nè il coraggio nè la voglia per farmi davvero valere e battermi per ciò che è dovuto a tutti... un minimo di considerazione e un pizzico di onestà.
Ancora ora mi accorgo di far passare sotto silenzio troppe cose, di trattenermi e mettermi volutamente in disparte pur di non compromettere rapporti che sono sbocciati malamente e cresciuti troppo incolti per poter essere lasciati così come stanno.
Eppure per quanto tutti mi vedano focosa e tempestosa, io detesto con tutta me stessa il litigio.
Ancora oggi mi accorgo di tollerare cose e far passare sotto silenzio altre solo per il 'quieto vivere', sopportando anche ciò che avrei tutte le ragioni per modificare, solo per non incrinare equilibri di un mondo di cui mi importa sempre meno.
Per quanto sia orgogliosa dei traguardi che sto raggiungendo con il mio 'lavoro' di scrittrice, solo delusa e disgustata per la mia debolezza umana.
Dieci anni sono passati e ancora ricado negli stessi schemi!
Ancora trovo tollerabile e quasi 'accettabile' farmi usare da 'tappabuchi', da 'trampolino' o da 'infermierina' per poi vedermi scaricare, ignorare o addirittura diventare la mira di un'invidia silenziosa quanto subdola perchè mascherata da sorrisi e gesti gentili, solo perchè proprio io che professo di perseguire la 'Verità' e la 'Sincerità' su ogni altra cosa, non mi sento del tutto giustificata dal far valere le mie ragioni.
Ho chi mi ammira e mi ritiene caparbia, e invece sono l'ultima delle ipocrite e codarde che non ha il coraggio di dire le cose come stanno e pretendere ciò che è dovuto a tutti.
E' incredibile rendersi conto d'improvviso di quanto le cose cambino pur rimanendo sempre le stesse!
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